Si fa presto a dire decaffeinato, ma sapevi che non è possibile rimuovere del tutto la caffeina dal caffè?
Proprio così, ma non ti preoccupare perché la quantità presente in un caffè decaffeinato è davvero minima e impercettibile.
Per molti di noi la caffeina, se consumata nelle giuste quantità, è un toccasana poiché ci aiuta a sentirci più energici, a svegliarci, e a darci la carica. Tuttavia non è una sostanza tollerata da tutti e spesso è consigliata per chi soffre di determinate problematiche quali insonnia, ansi, ipertensione e simili.
In questi casi qual è il rimedio per non rinunciare ad un’ottima tazzina di caffè? Assumere decaffeinato.
Questo termine tuttavia, come abbiamo accennato, non indica la totale assenza di caffeina, ma per legge il contenuto massimo all’interno di un chicco sottoposto alla decaffeinizzazione deve essere inferiore allo 0,1%.
Una tazzina di decaffeinato contiene circa 2-3mg di caffeina mentre un espresso normale può arrivare a contenerne fino a 120mg. In base a questo rapporto è facile intuire che la caffeina che possiamo assumere consumando più tazzine al giorno di decaffeinato non può avere alcun effetto negativo sul nostro organismo. Anche dopocena dunque il decaffeinato può essere assunto e anzi può rivelarsi un’alternativa anche per i consumatori abituali di caffè che magari riscontrano qualche problematica assumendolo prima di andare a dormire.

Il caffè decaffeinato fa male?

I dubbi riguardo il caffè e gli effetti sulla salute sono da sempre argomento di discussione, anche a livello scientifico, e il decaffeinato non è immune.
Abbiamo già visto i benefici che il caffè può portare alla salute, ma il decaffeinato?
Questo prodotto nasce nel 1905 per mano di Ludwing Raselius. Per molti anni la principale preoccupazione ha riguardato il processo di decaffeinizzazione che naturalmente si è evoluto in metodi che rispettano requisiti imposti dalla legge e che non possono essere considerati nocivi per la salute.
A rassicurare maggiormente i consumatori di caffè decaffeinato inoltre viene incontro la scienza.
Uno studio condotto dai ricercatori del National Cancer Institute, e pubblicato sulla rivista della Associazione Americana per lo Studio delle Malattie del Fegato Hepatology, ha messo in evidenza che consumare caffè, in particolare decaffeinato, possa far bene al fegato.
Secondo lo studio gli ingredienti presenti nel caffè (diversi dalla caffeina) tendono ad abbassare il livello degli enzimi epatici aiutando la salute del fegato.
Di conseguenza se sei un abituale consumatore di caffè decaffeinato non solo puoi stare tranquillo ma puoi tener presente che molto probabilmente stai facendo “cosa gradita” al tuo fegato.

La caffeina non è solo nel caffè

Ci preoccupiamo tanto di consumare il caffè decaffeinato per evitare l’assunzione di caffeina, ma sapevi che è contenuta anche altrove?
Proprio così! Le principali fonti di caffeina sono caffè, thè e cacao.
Vediamo dunque dove possiamo trovare la caffeina e mediamente in che quantità:

  • Caffè espresso: una tazzina contiene mediamente 60-120mg di caffeina
  • Cacao in polvere: circa 100 mg di caffeina per 100gr
  • Tavoletta di cioccolato: circa 50mg in 100gr
  • Tè: circa 50mg in 100gr
  • Coca cola e simili: circa 30mg in una lattina


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E’ risaputo che il decaffeinato spesso non risulti buono con un normale espresso. Questo può dipendere al tipo di lavorazione dei chicchi di caffè.
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La miscela verde dek, infatti, conserva tutto il gusto e l’aroma del perfetto espresso nonché la sua cremosità.
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