Bere caffè durante la giornata è un’abitudine se non una necessità di molte persone, pare infatti che solo il 10% della nostra popolazione non beva caffè. L’assorbimento della caffeina è piuttosto rapido da parte del nostro organismo e le proprietà di questa sostanza agiscono su tutti i nostri organi anche se in maniera diversa.  Questo ci fa pensare che probabilmente gli effetti del caffè sul cuore non facciano bene proprio a tutti oppure no? I cardiopatici possono bere caffè? Vediamo quindi quali sono le risposte a tutti questi interrogativi e quindi come agisce la caffeina sul sistema cardio- circolatorio.

Effetti della caffeina sul cuore e sui vasi sanguigni

La caffeina aumenta il battito del nostro cuore, cioè aumentano la forza di contrazione miocardica. La caffeina ha un’azione vasodilatatrice  dei vasi sanguigni periferici. Questa vasodilatazione si nota soprattutto a livello delle coronarie dove, appunto, la caffeina agisce maggiormente.  Il miocardio, contraendosi  consuma più ossigeno e ciò determina un maggiore afflusso di sangue. La vasodilatazione agisce anche a livello polmonare e a livello renale. Questo ci fa capire che il caffè agisce su ogni organo del nostro organismo.

Ovviamente i termini di riferimento cambiano a seconda della quantità di caffeina assunta giornalmente.

È da considerare che la quantità di caffeina contenuta in una tazzina di caffè cambia in base al tipo di miscela utilizzata e al modo in cui il caffè è stato preparato.

Ad esempio il caffè del bar contiene meno caffeina rispetto a quello fatto a casa con la moka e se si vuole ridurre l’effetto eccitante del caffè allora, secondo alcuni, si potrebbe diluire con del latte in modo che le endorfine contenuto in esso contrastino l’azione eccitante della caffeina con la loro azione rilassante.

I cardiopatici possono bere caffè?

L’abuso di caffè si verifica quando si superano le 10 tazzine di caffè al giorno e in questo caso si potrebbe parlare di caffeinismo. Considerata quindi l’azione del caffè sul cuore cosa bisogna fare se si è cardiopatici?

L’importante è bere caffè in maniera moderata, non superare le 2 al giorno. Ovviamente in caso di cardiopatia grave o ipertensione è importante farsi seguire da un medico e seguire una terapia farmacologica.

Il caffè e la caffeina in generale non sono assolutamente tra le cause scatenanti di queste patologie ed è per questo che il caffè, preso in maniera moderata, possono berlo tutti.

Anzi, secondo alcuni medici cessare improvvisamente l’assunzione di caffè potrebbe comportare un deficit al nostro organismo proprio perché la caffeina è uno stimolante  cardiaco. Chi soffre di aritmie cardiache parossistiche può anche decidere di preferire il caffè decaffeinato per evitare un’eccessiva stimolazione del ritmo cardiaco.

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