Il caffè a Napoli non è una semplice bevanda da prendere dopo i pasti, di primo mattino per darsi la carica, o per fare due chiacchiere in compagnia. No, il caffè a Napoli rappresenta un vero rituale, il profumo di casa, un conciliatore, una boccata d’aria, ciò che non può mai mancare nella credenza.
Rifiutare un caffè offerto in una casa napoletana è quasi un’offesa perché per il napoletano offrirlo agli ospiti è un grande segno di cortesia.
Ma com’è nata la tradizione del caffè napoletano? E perchè è così famoso in tutto il mondo? Vediamo insieme un po’ di storia del caffè napoletano.

La diffusione del caffè a Napoli: meglio tardi che mai

E’ difficile pensare che Napoli, a differenza di molte altre città Europee, abbia iniziato ad amare e diffondere il caffè molto più tardi rispetto alle altre, eppure è proprio così!
Sono diverse le teorie su come il caffè sia arrivato e si sia diffuso a Napoli, tuttavia una di quelle più plausibili è legata a Maria Carolina D’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando di Borbone.
Vienna, della quale quest’ultima era originaria, fu la prima città Europea a rendere il caffè una vera e propria istituzione creando anche le prime Kaffeehaus.
Fu proprio Maria Carolina a portare dalla capitale dell’impero austriaco questa tradizione che si è pian piano radicata nella cultura napoletana.
Addirittura si vocifera che sempre lei, sotto consiglio della sorella Maria Antonietta di Francia, abbia portato il rituale del caffè accompagnato dal croissant.
In principio il caffè a Napoli era consumato solo da un’èlite ristretta ma poco a poco, verso gli inizi dell’800, ha iniziato a essere apprezzato da tutti tanto da far nascere anche una figura oramai scomparsa, il caffettiere ambulante. Girando per le strade della città i caffettieri ambulanti fornivano il caffè ai cittadini più frettolosi, gridando per strada anche il nome del Santo del giorno.

La svolta: la cuccumella

In ruolo importantissimo nella diffusione del caffè a Napoli la ebbe la cuccumella. Inventata nel 1819 la caffettiera napoletana introdusse un nuovo modo di fare il caffè in casa, un sistema con doppio filtro che fece abbandonare il sistema turco, a infusione, per creare quello che è diventato il caffè napoletano ovvero denso e scuro. Il sistema a doppio filtro passerà poi alla moka che sarà inventata e introdotta nel ‘900.

Il segreto del caffè napoletano

Qual è il vero segreto del caffè napoletano? Perché nonostante il caffè non abbia origini partenopee, quello di Napoli sia uno dei più rinomati al mondo?
Il vero motivo resta ancora un mistero. Quello che possiamo dire con certezza è che Napoli ha preso il caffè e lo ha “fatto suo” reinterpretandolo nel migliore dei modi tanto da farlo diventare celebre anche oltreoceano.
C’è chi attribuisce il successo del caffè napoletano alla tostatura, chi all’acqua, chi alla macchinetta.
Si dice che la tostatura della miscela napoletana sia il vero segreto del suo successo poiché, cotta al punto giusto. Quest’ultima riesce con qualche giorno di riposo a esaltare gli oli essenziali esaltando al massimo l’aroma del caffè.
Un’altra teoria riguarda l’acqua considerata da tempo di buonissima qualità.
Qualsiasi sia la vera ragione a Napoli il caffè è e resterà sempre un culto, e chi è di passaggio in città non può fare a meno di fermarsi per “’na tazzulella ‘e cafè” come cantava il buon Pino Daniele.

... e tu cosa bevi?

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