Ammettiamolo, noi appassionati di caffè speriamo sempre che qualche studio dimostri che bere caffè faccia benissimo, allunghi la vita, ci aiuti a prevenire numerose malattie etc. etc. così da avere una scusa in più per consumarlo! Certo abbiamo parlato più volte dei benefici del caffè sulla salute, e sono numerose le ricerche che vengono effettuate frequentemente sull’argomento, tuttavia i risultati restano sempre da prendere “con le pinze”.
Uno degli studi più frequenti sul caffè riguarda proprio la domanda “Il caffè allunga la vita?”
Vediamo dunque sull’argomento cosa è emerso negli ultimi anni, tenendo presente naturalmente che ciò che riporteremo va considerato solo a titolo informativo e non come consiglio sulla vostra salute e alimentazione.

Chi beve caffè vive più a lungo: è vero?

Partiamo dunque dalla risposta a questo quesito: “si, il caffè potrebbe contribuire ad allungare la vita”.
Questo è quello che sostengono diverse ricerche internazionali  che però ci tengono a precisare che sono necessari ancora studi più approfonditi per sostenere a tutti gli effetti la tesi.
Da alcuni studi eseguiti intorno al 2012-2014 sarebbe emerso che la moderata assunzione di caffè da parte di individui sani, eserciterebbe un effetto benigno sull’organismo.
Uno studio del “National Institutes of Health-AARP Diet and Health Study” avrebbe verificato che chi beve regolarmente caffè ha più possibilità di vivere più a lungo rispetto a chi non ne fa uso. Gli stessi autori della ricerca però ci hanno tenuto a specificare che non è possibile per il momento sapere se il risultato ottenuto sia casuale oppure correlato ad un meccanismo ben specifico ancora da individuare.

Anche una ricerca della Harvard School of Public Health ha messo in evidenza i benefici del caffè sulla salute precisando sempre quanto siano necessari ulteriori approfondimenti.

Questi ed altri studi sostanzialmente sostengono che il caffè allunga la vita di chi lo consuma regolarmente grazie alle proprietà che ridurrebbero il rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie, infezioni, ictus, infiammazioni etc.

Naturalmente è sempre necessario tener presente che i dati emersi sono abbastanza generici in quanto c’è chi con una sola tazzina di caffè inizia ad avvertire tachicardia, chi lo evita per problemi gastrici, e chi con 3-4 tazzine non avverte alcun fastidio.
Di conseguenza è facile intuire che oltre alla necessità di effettuare ulteriori ricerche è anche opportuno valutare la situazione clinica di ogni singola persona. 

... e tu cosa bevi?

Top